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Sono in vena di commemorazioni in questo periodo. E Israele ce ne ha offerte alcune storiche in questo periodo, tutte a novembre, tutte che finivano col 7. Il 2 erano i 90 anni dalla Dichiarazione Balfour, il 19, i 30 anni dalla visita di Sadat a Gerusalemme e oggi, il 29, sono 60 anni dall'approvazione della Risoluzione di Spartizione della Palestina mandataria. Quella Risoluzione 181, così fondamentale e così ignorata da molte persone. Quella Risoluzione che stabiliva la nascita di 2 Stati nei territori palestinesi, allora sotto il mandato britannico, prima wilaya sotto l'Impero Ottomano: uno Stato ebraico (n.b: ebraico) e uno Stato palestinese.
Abbiamo deciso di commemorare questa nostra gioia andando ad Annapolis a riproporre la formula dei "due popoli, due stati", e vediamo se sta volta ci riesce. Certo, non può che destare un po' di rabbia la collezione di errori storici commessi dalla leadership araba, che all'epoca si incaricava di parlare a nome del popolo palestinese. No a priori alla commissione Peel (1937 - e noi commemoriamo il settantesimo), no alla Risoluzione 181. Per non parlare dei famosi "tre no" della Conferenza di Khartoum post 1967 (commemoriamo pure i 40 anni da quel dì): no alla pace con Israele, no al riconoscimento di Israele, no alle trattative con Israele.
Insomma, non si può dire per 60 anni NO! e poi presentarsi candidamente nel 2002 in veste di grandi innovatori nonché paladini della pace, con una proposta di risoluzione del conflitto - che di innovativo ha ben poco - che va accettata in toto. O meglio, potere si può e certo non stiamo a fare questioni di principio quando la contropartita è la pace, ma, suvvia! un po' di onestà intellettuale, un po' di memoria storica...

Mi piacciono le commemorazioni. Intanto perché rappresentano uno dei pochi momenti in cui mi sento appartenere a qualcosa. E poi perché mi sembra che l'esempio del passato sia sempre molto rilevante per oggi. Quantomeno nell'annoso conflitto arabo-israeliano, che sono 90 anni che ci vogliono far bere si tratti di un conflitto territoriale. Ma, se così fosse, 70 anni fa venivano poste le basi per una risoluzione geografica del conflitto, che tra l'altro dal 1937, al '47 e a oggi, ha continuato ad evolversi assegnando sempre meno percentuale territoriale agli arabi (anche se semore le parti più fertili).
Nonostante io non me la beva, W Annapolis (come W Camp David 2000, W Oslo, W Madrid, adando a ritroso). W il tentativo di riprendere le trattative. La maggioranza della popolazione israeliana non aspetta altro. Ma trattative significa, come esprime bene il termine in ebraico, "portare qualcosa e ricevere qualcos'altro in cambio". Mica siamo fessi.

Pubblicato il 29/11/2007 alle 23.3 nella rubrica Diario.

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