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Autoritratto, 1937


Diario


25 ottobre 2007

Tante lacrime, per nulla?

                               


Oggi ricorreva il dodicesimo anniversario (secondo la data ebraica) dall'assassinio di Yitzhak Rabin. Si entra così in oltre una settimana di cerimonie ufficiali, commemorazioni, dibattiti sui giornali, in TV, radio, culminanti con la grande manifestazione di sabato 3/11 all'uscita di Shabbat, in quella stessa Piazza dei Re d'Israele, dove venne ammazzato - e da allora denominata appunto Kikar Rabin, Piazza Rabin. Spesso il dibattito si concentra troppo sulla vita privata dell'assassino, Yigal Amir, che nel frattempo, in questi 12 anni di carcere, è riuscito a sposarsi e a realizzare l'inseminazione artificiale grazie alla quale, in questi giorni, sua moglie darà alla luce il loro primo figlio maschio. Ma a noi (plurale majestatis) non interessa stasera dissertare su questi discutibili avvenimenti, che hanno dato fin troppo risalto all'immagine pubblica di Amir. Questa sera, la parola d'ordine è lutto, intimo e nazionale.
Difficile estraniarsi da tutta questa serie di eventi in memoria di quello che rappresenta un vero e proprio trauma collettivo per la società israeliana. Eppure io, nei miei 4 precendenti anni in Israele, sono riuscita tranquillamente ad alienarmi...non volontariamente per fare l'anticonformista, bensì per una sorta di sensazione di distacco che sicuramente meno radio e TV rispetto a quanto non segua oggi, hanno contribuito ad alimentare.

Quest'anno, invece, è successo che abbia fatto una full immersion di memoria collettiva, la cui botta finale è stata un'endovenosa su youtube delle edizioni speciali dei notiziari di quel sabato 4 Novembre e dei giorni successivi, compreso il funerale per il quale sono giunti 80 capi di Stato da tutto il mondo, compreso Mubarak, la cui visita-lampo fu la prima e l'ultima in territorio israeliano.
Mentre ero intenta a versare buona parte delle mie lacrime ascoltando l'ennesima trasmissione radio, ho rischiato il collasso sentimentale quando mia nipote Maya, di anni 4 e mezzo, avendo sentito il nome alla radio, ha detto: "ah, Mitzhak Rabin".
Alché io, che sogno di diventare la zia zitella preferita, quella cool, che le parla in arabo e le porta le cose buone, non ho potuto trattenre le mie orecchie dal drizzarsi. E' quindi venuto fuori che oggi all'asilo (bilingue pacibuonista), la maestra aveva parlato dell'omicidio di Rabin. Maya mi ha raccontato tutto, un po' sotto mia spinta - però ho constatato che lei voleva sfogarsi (4 anni??!!) e non le stavo facendo una violenza psicologica. Ne abbiamo parlato per la seguente ora, con lei che cercava di collocare da un punto di vista temporale Rabin (il suo punto di riferimento storico è l'Egitto, all'epoca dei Faraoni, e questo lo so, è colpa mia che le ho fatto 'na capa tanta e le ho portato due magliette sensazionali dai miei viaggi), faceva qualche confusione tra Rabin e Dio, perché all'asilo le hanno detto che "Rabin era quello che decideva tutto nel Paese", e mi raccontava che l'assassino starà in carcere per sempre, salvo poi chiedermi che cos'è un carcere. Abbiamo poi ascoltato, su youtube, "Shir la-shalom" e "Noladti la-shalom", tra le canzoni per la pace più famose il cui ricordo, nonostante siano state entrambe composte una trentina di anni prima dell'omicidio, sono ogiggiorno profondamente legate alla figura di Rabin, e infatti Maya le ha imparate oggi all'asilo.
Certamente per la prima volta in vita mia mi sono sentita a mio agio in questa conversazione. Mi sono anche sentita incommensurabilmente vicina a Maya - cosa che non mi succede mai perché generalmente mi fa girare le scatole - da un punto di vista umano, come nipote e addirittura da un punto di vista civile, come cittadina israeliana. Caspita, lei lo è molto più di me! Ma posso recuperare. Volendo. Se no, tante lacrime per nulla?

Nel video, le Sexta nel 1979 cantano "Noladti la-Shalom" ("Sono nato per la pace"), scritta da Uzi Hitman alla fine degli anni '70 e dedicata al Processo di Pace con l'Egitto che portò alla firma degli Accordi di Camp David. Io decisamente preferisco questa alla più nota "Shir la-shalom" ("Canzone per la pace"), soprattutto per questo video trashissimo che è veramente un sollievo per l'anima dopo tante lacrime. Il ritornello:

                   Sono nato per la pace - basta che arrivi                                ??? ?????? ????? ??? ????
                   Sono nato per la pace - basta che venga                             ??? ?????? ????? ??? ????    
                   Sono nato per la pace - basta che appaia                           ??? ?????? ????? ??? ?????
                   Io voglio, io voglio esservi già dentro                               ??? ???? ??? ???? ????? ??? ??


(n.d.r: i punti di domanda corrispondono al testo ebraico del ritornello. A quanto pare la piattaforma non decodifica l'ebraico. Ma devo ammettere che tutti questi punti di domanda esistenzialistici non stonano affatto con l'atmosfera d'incognito in cui mi trovo in questi istanti, quindi li lascio).



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permalink | inviato da sharonlapaz il 25/10/2007 alle 0:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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