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sharonlapaz
Autoritratto, 1937


Diario


14 gennaio 2008

Lo stupro come arma: il Darfur è anche questo.

   "I could hear the women crying for help, but there
was no one to help them.”



Dal 2003, inizio del conflitto in Darfur, migliaia di donne e bambine sopra gli otto anni sono state stuprate e ridotte a schiave sessuali dai miliziani janjaweed. Gli attacchi avvengono spesso mentre le donne si allontanano dai campi profughi, per le normali attività di ogni giorno, e gli stupratori sono quasi sempre in gruppo. Di ritorno al campo, le donne vengono rinnegate dalle loro stesse famiglie.

Lo scopo dei janjaweed, con la complicità delle forze regolari sudanesi, è infatti umiliare, punire, controllare, e terrorizzare la comunità da cui provengono. Lo stupro diventa così un'arma e porta, oltre al trauma in sé, le mutilazioni genitali, le ferite, l'alto rischio di contrarre e diffondere l'AIDS e altre malattie sessuali.

Refugees International ha ora rilasciato "Laws Without Justice", un dossier sull'accesso ai servizi legali delle vittime di stupro in Sudan: ne emerge un quadro dalle tinte fosche, in cui le donne sono vittime due volte.

Un chiaro esempio è il rischio, per la donna che denuncia le violenze ma che non riesca a provarle, di essere accusata di "zina", adulterio: la pena è morte per lapidazione per le donne sposate o centinaia di frustate per chi non lo sia.

Anche il ricorso alle cure mediche fornite dalla ONG presenti in Darfur risulta difficile e rischioso. Le ONG sottostanno alle rigide regole del Governo per continuare a operare nel terriorio, nonostante intimidazioni e attacchi, e perdono così molta della fiducia delle vittime, costrette spesso a compilare un modulo di denuncia che le espone ai rischi della giustizia sudanese.
Queste sono solo due delle conclusioni a cui sono giunte le analisi della Refugees International. Il resto lo trovate
qui.


Link: "
Darfur Advocacy Agenda": come fermare la violenza sessuale in Darfur

Grazie a Mauro per questo post, che verrà pubblicato in contemporanea dagli 89 bloggers che aderiscono a 
Italian Blogs for Darfur, movimento che, tra le molte altre iniziative, 
promuove un appello rivolto a Rai, Mediaset e LA7 affinché dedichino finalmente spazio mediatico alla tragedia del Darfur, adempiendo così al loro dovere di agenti d'informazione e assicurando al pubblico il diritto a sapere. Basta con lo slogan "Mai più", con cui l'Europa si riempe la bocca e si sollazza la coscienza nel Giorno della Memoria, se non lo si traduce in azioni concrete! Basta con l'ulteriore violenza mediatica nei confronti della povera Meredith! E che rispettino il diritto alla privacy nelle procedure d'inchiesta contro gli indagati. E' vero, io adoro i gialli, ma per questo c'è Agatha Christie. Se è il sangue che attira lo spettatore medio italiano - come sembra di capire guardando Matrix o Porta a Porta - in Darfur, quello di certo non manca.

 


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22 settembre 2007

Un biglietto prego: Inferno a/r (mi raccomando, ritorno al più presto)

                        

Lo scorso maggio, una delegazione di parlamentari italiani guidata dall'On. Umberto Ranieri, Vicepresidente della Commissioni Affari Esteri della Camera, è stata in visita ufficiale in Darfur.
Questo è un reportage di quel viaggio, fatto da Antonella, colonna portante di Italians for Darfur, che è stato presentato lo scorso 16 settembre a Roma in occasione della Quarta Giornata Mondiale per il Darfur (la seconda in Italia dopo quella del 16 Aprile).
Sul Global Day di Roma, qui foto e rassegna stampa. Ma vi segnalo con particolare soddisfazione questo articolo tratto dal sito del quotidiano israeliano Yediot Ahronot, dove al corteo di Roma vengono dedicate ben 3 righe, nonché una foto (le magliette con la mano insanguinata hanno fatto scena. Grazie Thinkturns!).


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12 settembre 2007

Scendiamo in piazza

 IV Global Day for Darfur


Saremo a Roma (Portico d'Ottavia e Piazza Farnese), questa domenica, 16 Settembre,  per dire "fermiamo il sangue in  Darfur"!


  • ore 10:45: Marcia dei rifugiati con partenza da via del Portico d'Ottavia. Presenti Monica  Guerritore, Toni Capuozzo, Tiziana Ferrario
  • ore 11, Piazza Farnese: mostra fotografica, interventi di associazioni, ospite Presidente Commissione Esteri del Parlamento U. Ranieri
  • ore 13: concerto dei Marcosbanda (jazz funk rock), vincitori premio "Voci per la Libertà" 2007

 

All'iniziativa, promossa da Italians for Darfur, hanno aderito il Comune di Roma, l'UGEI (Unione Giovani Ebrei d'Italia),  l'associazione Articolo21, Nessuno Tocchi Caino, la Comunità Ebraica di Roma, la sezione italiana di Amnesty International, l'associazione "Voci per la libertà".

Info: Italian Blogs for Darfur

sito: www.italianblogsfordarfur.it

blog: http://itablogs4darfur.blogspot.com

email: info@italianblogsfordarfur.it

telefono: +39 3937540531  


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