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Autoritratto, 1937


Diario


27 dicembre 2007

Che era bella se non altro posso dirlo


Benazir Bhutto, la leader del partito di opposizione "Pakistan People Party", già primo ministro due volte e candidata favorita alle prossime elezioni legislative previste per l'8 gennaio 2008, è stata assassinata oggi all'età di 54 anni. L'attentato è stato rivendicato da Al Qaeda e commissionato, stando al comunicato, dal n. 2 del gruppo terroristico islamico fondamentalista, l'egiziano Al-Zawahiri. Ma, dato che questa notizia è stata diffusa in giro per il mondo dall'agenzia italiana Adnkronos, non ce ne vogliano se siamo ancora scettici circa la sua veracità (si sa, l'Italia va bene per pizza, pasta e mandolino, non esageriamo ora con la politica internazionale...).
Tuttavia, non mancano le ragioni per cui si possa identificare lo zampino di Al Qaeda anche in questa triste vicenda:
1) Serve un motivo? Al Qaeda, quando si tratta di ammazzare, non discrimina nessuno (in questo sono democratici, bisogna ammetterlo).
2) Era una donna, o meglio una leader donna in un paese mussulmano (alcuni dicono la prima, a me verrebbe da pensare l'ultima, bisogna verificare).
3) Era Shiita, o quantomeno di madre Shiita Iraniana. E si sa, per i Sunniti, i Sciiti sono degli eretici (salvo poi chiudere un occhio quando si tratta di cooperare contro il nemico unico sionista).
4) Era ammanicata con gli USA, che ne hanno caldeggiato il rientro dopo 8 anni di esilio (volontario).  Rientro avvenuto per l'appunto il 18 ottobre scorso, quando Benazir Bhutto venne accolta nella città natale di Karachi da un attentato suicida, in Al Qaeda style, che ha falciato 136 vite, ma non la sua.

C'è chi parla di attentato al processo di democratizzazione del Pakistan. E io dico, ma quale democrazia e quale stabilità? Giusto venerdì mi sono trovata sull'aereo da Istanbul a Madrid con un funzionario del consolato francese di non so quale città pakistana, che mi ha attaccato bottone dicendomi "che erano 5 mesi che non vedeva civiltà" (nel suo caso era abbastanza chiaro che cosa intendesse con "civilità").

Sono molto rattristata per l'assassinio della Bhutto. Non sapremo mai cosa sarebbe potuto succedere il prossimo 8 gennaio con lei in lizza, con una certa propensione a collaborare con Musharraf. Ora non sappiamo nemmeno se si terranno le elezioni. E il mondo freme perché il Pakistan, potenza nucleare, rischia di cadere nelle mani dei fondamentalisti, che godono di un consenso popolare ben superiore a quello de Presidente Musharraf. Io invece fremo perché non sapevo quasi nulla di Benazir Bhutto prima del 18 ottobre e dopo, comunque troppo poco. Non che i mass media internazionali abbiano mai provveduto a tenerci adeguatamente informati sulla crisi che devasta il Pakistan da ben prima di quel 18 ottobre... Ma i media non possono, non ce la fanno, è più forte di loro: ogni tanto si fa una scappatella con la Birmania (perché le foto dei monaci in arancione erano altamente coreografiche), con il Pakistan, (con il Darfur no perché sono negri), ma poi, si sa, si torna sempre dal primo grande amore: il conflitto israelo-palestinese. Di cui oramai anche l'italiano medio di Casal Pusterlengo è diventato massimo esperto, facendosi la sua opinione su Sabra e Chatila e l'occupazione (senza conoscere la dinamica degli eventi, ma, suvvia! E' il pregiudizio che conta) e fondando l'associazione "calzolai per la pace", che si va ad unire alle rispettive unioni di avvocati, medici, giornalisti e cuochi (giuro, esiste!).
E così ci viene negata l'informazione su altre crisi, su altre violazioni, su altri conflitti atroci, territoriali e identitari (ma, senza andare troppo lontano, magari ci avessero dedicato un Matrix o Porta a Porta,  o un Nessuno TV a quello che è successo nel cuore dell'Europa, la crisi di governo belga di 196 giorni, o a quello che succede ogni giorno nel sud d'Italia, la Mafia di per sé basterebbe a riempire tutte le pagine dei nostri giornali).
Ma forse, meglio così, perché se l'informazione è quella che ci propinano in stile Muhammad Al Dura, Jenin, Riccardo Cristiano, beh allora, come dire...ICHSA. Meglio il fai-da-te.

p.s.: su Benazir consiglio questo slide show (anche secondo voi si è rifatta il naso?) sul sito del Times, che ripercorre la sua storia attraverso le foto.
 

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